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Un post dal passato:
Bloggers nella nebbia!

 

Questa sera, in Rivalta Scrivia (nota località turistica della bassa padana), son previste libagioni, avvinazzamenti, canti gregoriani, danze e trenini, in occasione della cena blogger SnowBall 2007. Stanti le condizioni climatiche attuali, il nome scelto per l’evento appare inappropriato: non c’è neve. Però, in quanto a disagi per i blogger migranti, non ci si fa mancare nulla: Rivalta e dintorni sono avvolti da una immobile coltre bianca e lattiginosa.

Ma non basterà una nebbia che sembra di essere dentro un bicchiere di acqua e di anice (cit. Paolo Conte) a fermarci: noi si fa festa. Io sono già un bel po’ emozionato all’idea di rivedere bella gente, e di conoscerne altra altrettanto bella.

[Per tranquillizzare tutti: conoscendo la mia esagerata passione verso i prodotti della fermentazione delle uve e dei distillati in genere, eviterò di mettermi in auto a notte fonda per tornare a Bordighera ma dormirò direttamente in ristorante.]

A volte ritorno?

A volte mi chiedo se tornerò a scrivere su questo blog… oppure se continuerò a preferire il tumblr, che mi consente di continuare a non pensare a nulla…

E che cos’è l’amore?

Credo ci siano diversi tipi di amore. Quello per una donna, quello per i figli, quello per gli amici. Ho scoperto che molte persone hanno paura di amare, hanno paura di vivere l’amore. Perché in amore devi dare, devi essere altruista. Forse è più facile non amare. Siamo spesso prigionieri del nostro egoismo.

Queste le parole di Cesare Prandelli, trovate qui (grazie a Mitì)…

Dopo aver letto l’intervista a Cesare Prandelli… bon, non si deve aggiungere altro.

Solo: emozione, commozione, stima, amore per Manuela e Cesare…

MIO padre!

Succede che questa sera, come ogni qualvolta la lucidità astemia da Gin o Tequila me lo consenta, apro GoogleReader.

Immancabilmente rilevo 227 posts, o poco più, da leggere. Non vi è tecnica nel mio leggerli: a volte mi affido all’inafferrabilità del tempo (last in, first out), talvolta mi concedo il privilegio di scegliere (last, first, fai il cazzo che vuoi…).
Ma questa sera (io non lo so se ero in fase “passiva” o “attiva”) mi ritrovo la tumblerata di Alessandro: “Mio padre è morto”.

Basito e contrariato: la prima sensazione è stata di disappunto, perché - inconsapevole di quanto sottostava a quel “titolo”, ho provato fastidio.

Poi sono andato a leggere il post di Stefano.

Ed ho appreso ciò che è: il dolore. Il dolore.

Spiazzato, ancora di più… son rimasto minuti a fissare lo schermo, e rileggere il post di Stefano. Come se non fosse possibile. Come se: la “morte” fosse un fatto indicibile.

Come se la virtualità di un blog, non ammettesse sentimenti. Veri.

Non è così, fortunatamente.

Il mio abbraccio a Stefano, come quello di tantissimi altri, è reale. E quel “Mio padre è morto” (MIO!) è quanto di più affettuoso ed emozionante abbia mai letto, pensato, scritto, immaginato…

FORZA, STEFANO!

Caro San Valentino.

Caro San Valentino,

vaffanculo.

Coerente come Mastella

La coerenza di Mastella. Ci riflettevo su questa notte (”un cazzo da fare”, direte voi… “esatto”, risponderò io). Io vorrei, con questo post che parrà ai più controcorrente, difendere l’ex ministro Mastella Clemente da Ceppaloni. Viene, da molti, accusato di incoerenza, di aver tradito il patto dell’alleanza di governo. Di aver rinnegato il famoso “programma di governo” in 125 pagine, sottoscritto da tutte le forze che sostenevano il mandato a Prodi.

Bene: tutto falso, accuse infondate.

Clemente Mastella, da sempre, sostiene la maggioranza - qualunque essa sia. L’ha fatto prima, lo sta facendo ora e lo farà per sempre.

Mastella sostiene la maggioranza. Mica è colpa sua se la maggioranza cambia.

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