L’aggravante di essere italiani

 

Io leggo “La Stampa” (quella di carta). Scelgo La Stampa per i giornalisti che vi scrivono e le rubriche di Gramellini e Mina (in SecondoMe di Mina oggi parla di SecondLife). Ma anche perché dedica diverse pagine alla cronaca locale (Imperia e provincia).

Ebbene, oggi c’è un’interessante articolo, e spettacolare riflessione.

 

Fatti:
A Sanremo, venerdì notte, c’è una rissa che coinvolge una decina di persone. Intervengono i volontari del soccorso. Il tutto si conclude con tre contusi, gli altri rissosi che si danno alla fuga e l’automedica danneggiata. Causa della rissa, i soliti futili motivi e l’alcol.

Il cronista (tale R.PAV.) conclude l’articolo scrivendo:

“Che sia stato colpa dell’alcol o della droga, ciò che colpisce soprattutto è la non più giovane età dei rissaioli e la loro nazionalità: tutti italiani, senza nemmeno l’attenuante di essere extracomunitari costretti ai margini della società.”

    Va bene tutto, eh. Io capisco che i giornalisti gli articoli li scrivono, non è che li leggono. Magari scrivono in trance. Però un minimo di selezione i Capi Redazione, potrebbero farla! Dire che “essere extracomunitari è un’attenuante” mi sembra veramente una bestialità. Una forma di razzismo al contrario.

     

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