Il mestiere di vivere

Immagine di Il mestiere di vivere (1935-1950)Tra i miei scrittori preferiti c’è un mio “vicino di casa”: Cesare Pavese, senza dubbio uno dei più grandi del novecento (alzi la mano chi non è d’accordo).

Tra i suoi libri, quello che preferito è “Il mestiere di vivere”: il diario che Pavese tenne dal 1935 sino a pochi giorni dalla morte. Una sorta di ante litteram (spero non si stia rivoltando nella tomba!), dove Pavese appuntava riflessioni personali e lavorative, raccoglieva idee e spunti per i suoi racconti.

Io “Il mestiere di vivere” l’ho letto quattro volte: ogni volta mi ha portato a considerazioni diverse. Dopo l’ultima rilettura, ho elaborato che: “Nessuno ama di più le donne, di chi dice di odiarle”.

Sentite quanto apparente disprezzo negli appunti di Pavese:

3 agosto 1937: Una donna che non sia una stupida, presto o tardi, incontra un rottame umano e si prova a salvarlo. Qualche volta ci riesce. Ma una donna che non sia una stupida, presto o tardi trova un uomo sano e lo riduce a rottame. Ci riesce sempre.

30 settembre 1937: Le uniche donne che vale la pena di sposare, sono quelle che non ci si può fidare a sposare.

15 gennaio 1938: Le donne mentono, mentono sempre e ad ogni costo. E non c’è da stupirsi: hanno la menzogna nei genitali stessi. Chi saprà mai quando una donna ha goduto?

21 gennaio 1938: Una donna tiene a saper svegliare il desiderio dell’uomo, ma inorridisce se si conosca questa sua capacità.

20 febbraio 1938: L’ puro e disinteressato di una donna non si vende a meno di mille lire al mese. Te l’hanno detto chiaro.

13 ottobre 1938: Se una donna no tradisce, è perché non le conviene.

16 maggio 1939: Il matrimonio lo prendono più sul serio gli scapoli che i coniugati.

12 giugno 1939: Siccome una donna presto o tardi bisogna piantarla, tanto vale piantarla subito.

6 agosto 1940: Chi guarda una donna cono occhio porcino / è come se avesse già fato il pompino.

14 aprile 1941: Nessuna donna fa un matrimonio d’interesse: tutte hanno l’accortezza, prima di sposare un milionario, d’innamorarsene.

9 settembre 1946: Sono un popolo nemico, le donne, come il popolo tedesco

27 dicembre 1946: Una donna, con gli altri, o fa sul serio o scherza. Se fa sul serio, allora appartiene a quell’altro e basta; se scherza, allora è una vacca e basta.

Inutile ricordare che Pavese morì suicida (anche) per

Related posts

Comments 4

  1. Ed wrote:

    E’ anche per questo che ho dormito alla Locanda dell’Angelo a Santo Stefano Belbo ;)

    Posted 05 Nov 2007 at 17:34
  2. iMod wrote:

    Ed: grazie… (anche da parte di Pavese, e del sindaco di Santo Stefano Belbo…) (oh, ma grazie davvero… ché poi magari parliamo anche dei racconti di Pavese)

    Posted 05 Nov 2007 at 22:28
  3. La JOe wrote:

    sante parole.
    saggezza a grappolini

    Posted 06 Nov 2007 at 16:32
  4. Intempestiva wrote:

    Preferivo quando scriveva “Qualche nostro antenato dev’essere stato ben solo - un grand’uomo tra idioti o un povero folle - per insegnare ai suoi tanto silenzio”. Certo un po’ disturbato lo era.

    Posted 07 Nov 2007 at 13:07

Post a Comment

Your email is never published nor shared. Required fields are marked *