Tra i miei scrittori preferiti c’è un mio “vicino di casa”: Cesare Pavese, senza dubbio uno dei più grandi del novecento (alzi la mano chi non è d’accordo).
Tra i suoi libri, quello che preferito è “Il mestiere di vivere”: il diario che Pavese tenne dal 1935 sino a pochi giorni dalla morte. Una sorta di blog ante litteram (spero non si stia rivoltando nella tomba!), dove Pavese appuntava riflessioni personali e lavorative, raccoglieva idee e spunti per i suoi racconti.
Io “Il mestiere di vivere” l’ho letto quattro volte: ogni volta mi ha portato a considerazioni diverse. Dopo l’ultima rilettura, ho elaborato che: “Nessuno ama di più le donne, di chi dice di odiarle”.
Sentite quanto apparente disprezzo negli appunti di Pavese:
3 agosto 1937: Una donna che non sia una stupida, presto o tardi, incontra un rottame umano e si prova a salvarlo. Qualche volta ci riesce. Ma una donna che non sia una stupida, presto o tardi trova un uomo sano e lo riduce a rottame. Ci riesce sempre.
30 settembre 1937: Le uniche donne che vale la pena di sposare, sono quelle che non ci si può fidare a sposare.
15 gennaio 1938: Le donne mentono, mentono sempre e ad ogni costo. E non c’è da stupirsi: hanno la menzogna nei genitali stessi. Chi saprà mai quando una donna ha goduto?
21 gennaio 1938: Una donna tiene a saper svegliare il desiderio dell’uomo, ma inorridisce se si conosca questa sua capacità.
20 febbraio 1938: L’amore puro e disinteressato di una donna non si vende a meno di mille lire al mese. Te l’hanno detto chiaro.
13 ottobre 1938: Se una donna no tradisce, è perché non le conviene.
16 maggio 1939: Il matrimonio lo prendono più sul serio gli scapoli che i coniugati.
12 giugno 1939: Siccome una donna presto o tardi bisogna piantarla, tanto vale piantarla subito.
6 agosto 1940: Chi guarda una donna cono occhio porcino
14 aprile 1941: Nessuna donna fa un matrimonio d’interesse: tutte hanno l’accortezza, prima di sposare un milionario, d’innamorarsene.
9 settembre 1946: Sono un popolo nemico, le donne, come il popolo tedesco
27 dicembre 1946: Una donna, con gli altri, o fa sul serio o scherza. Se fa sul serio, allora appartiene a quell’altro e basta; se scherza, allora è una vacca e basta.
Inutile ricordare che Pavese morì suicida (anche) per amore…
Comments 4
E’ anche per questo che ho dormito alla Locanda dell’Angelo a Santo Stefano Belbo
Posted 05 Nov 2007 at 17:34 ¶Ed: grazie… (anche da parte di Pavese, e del sindaco di Santo Stefano Belbo…) (oh, ma grazie davvero… ché poi magari parliamo anche dei racconti di Pavese)
Posted 05 Nov 2007 at 22:28 ¶sante parole.
Posted 06 Nov 2007 at 16:32 ¶saggezza a grappolini
Preferivo quando scriveva “Qualche nostro antenato dev’essere stato ben solo - un grand’uomo tra idioti o un povero folle - per insegnare ai suoi tanto silenzio”. Certo un po’ disturbato lo era.
Posted 07 Nov 2007 at 13:07 ¶Post a Comment