il blog di iMod

Mi piacerebbe sapere chi è il mandante di tutte le cazzate che faccio. (Altan)

Jun

26

Aspettando Josselina

Inserito da iMod il 26 June 2008

Josselina si era fisicamente materializzata nei miei pensieri: il suo ancheggiare, i suoi occhi neri e piccoli, quei fianchi sottili scossi dal ritmo lento della Morna… quando mi è venuto in mente che questa mattina non ho portato fuori la spazzatura…

Mi son detto Porca trottola, ieri sera mi son anche fatto anche la carbonara… chissà che emergenza mi si è creata sotto il lavello.


Non potendo lasciare il lavoro, ho pensato Devo trovare una soluzione alternativa. E così ho telefonato alla Presidenza del Consiglio. Neanche un minuto di attesa e mi han passato il Cavaliere.

Lui mi fa Saccà sei tu? che se è riattacco… io gli ho detto che No, non sono Saccà. E nemmeno un Magistrato.


Poi io gli ho detto Guarda Presidente che ci ho un problema con la spazzatura. Lui mi fa Te non ti preoccupare che ci penso io: alle undici ti faccio un consiglio dei ministri in salotto e prima delle dodici la spazzatura te la porta fuori Bertolaso.


Io gli ho detto Va be’ allora grazie, magari la prossima volta ti voto.


Arrivo a casa questa sera e mi trovo la spazzatura dove l’ho lasciata. In salotto un casino che non vi dico: cicche nel posacenere, bicchieri sporchi, boccette d’acqua del Po, poesie di Bondi ovunque, manganelli, il divano sporco di olio di ricino…

E poi c’era un biglietto, che ho riconosciuto la scrittura (era del Presidente) e c’era scritto Te sei un comunista, che ho visto che ci hai i libri di Gomez e Travaglio. E poi di poesie non capisci niente, che leggi Bukowski, Ferlinghetti, Kerouac e Neruda. E non ci hai neanche un libro di marketing o di Tremonti. Io a te la spazzata non te la porto fuori, e neanche Bertolaso.


Ci son rimasto un po’ male. Ma il peggio doveva ancora venire.

Vado in camera da letto a prender delle cose e al posto del letto mi trovo un termovalorizzatore. E poi in bagno c’era Scajola coi mattoni in mano, tutto sporco di calce, che stava costruendo una centrale nucleare…

Son cose che fan pensare.

Io credo che in Italia, avanti di questo passo, c’è un problema di democrazia e uno di abusivismo edilizio.

Jun

25

Come Evaristo Carriego

Inserito da iMod il 25 June 2008

Sono tornato da Capo Verde di recente (scusate l”assenza di link su Capo Verde, ma mi pareva un’offesa alla vostra intelligenza).

Non sto qui a raccontavi delle isole visitate, della musica ascoltata; nè dei locali frequentati, o delle danze tristi dei capoverdiani (ché, fondamentalmente, non frega una sega a nessuno).

Di Capo Verde, invece, voglio suggerirvi i nomi dei baristi che mi han servito il Grouge (tipico liquore imbevibile delle isole, molto simile al cherosene: più infiammabile ma meno gustoso).

Nomi che, esattamente come “Evaristo Carriego” per Borges, potrebbero ispirare ispiratissimi racconti:

Arlindo Mirandes, fraterno amico di Odair Inocencio e Cesar Fontes, che al Cafè Atlantico di Adriano Silva uccide il rivale in amore Caetano Brito, scoperto amante della donna della sua vita Josselina Santos.

Personaggi che hanno una storia nel nome: Arlindo, Inocencio, Fontes…

Una cosa non riproducibile in italiano (esempio):

Piercarlo Morino, fraterno amico di Ridge Esposito e Gualtiero Borromei, che al bar-ristorante “Da Gigino - specialità lumache” di Luigi Monticone e Ludmilla Vassiliev, uccide il rivale in amore Sergio Panchetti, scoperto amante della donna della sua vita Maria Teresa Betti Cobelli.

Tranne Ridge Esposito, gli altri non suonano bene (second me)…

Jun

01

I sogni non finiscono all’alba

Inserito da iMod il 01 June 2008

Non conoscevo quella strada. Un’altra volta mi ero perso: mi avevano detto di svoltare alla seconda a sinistra, dopo il distributore. Così credevo di aver fatto, ma della casa di Luca nessuna traccia.

Fermai l’auto in cerca di un passante o chissà chi. Nessuno. Solamente - sulla sommità della collina - una casa, come non ne avevo mai viste.

Non aveva tetto: era un parallelepipedo arancione, con due finestre ai lati ed un portone bianco al centro. Mi stupì la geometria perfetta di quella casa. Furono quella precisione inattesa, quella bocca/portone ad attrarmi. Fu per quello che m’incamminai, arrampicandomi per quella strada di sabbia e ghiaia. Ero avvolto nel silenzio e nel verde di una vegetazione discreta. Più procedevo verso quella casa, più mi accorgevo che il mio incedere era dettato da destino. Non potevo e non volevo fermarmi. Volevo sapere chi abitava quella casa così perfetta.

Giunto al portone mi accorsi che era di un materiale sconosciuto: pareva legno e metallo, ma mescolati insieme. Metallo, ma caldo. Sospinsi la porta inaspettatamente aperta. Fui accolto dal buio più assoluto e da un calore lancinante. A nulla servivano le finestre completamente spalancate.

Alla destra del portone vidi il soffoco di una luce arancione: ne fui assurdamente rassicurato e lì mi diressi, fiducioso di poter incontrare qualcuno.

Giunsi nella stanza illuminata di un giallo lampione, ma era vuota. Un’enorme stanza bianca avvolta d’arancione. Nell’angolo opposto all’ingresso, da destra, proveniva una luce azzurra e verde: filtrava da una porta a vetri. Proseguii il mio viaggio verso quei nuovi colori. Fui sorpreso di trovarvi la più bella serra che avessi mai visto. Il caldo che avvampava l’aria non m’importava più. Neanche gli insetti, che a centinaia popolavano quel giardino, non m’importavano, non mi facevano paura. Provai una bella sensazione e proseguii annusando ogni fiore, ogni erba, ogni scoperta.

In fondo alla serra vidi un passaggio. Fu un attimo entrarvi, per quanto angusto e stretto, non esitai neanche un momento. Fu piacevole attraversare quel tunnel: cuscini bianchi e soffici avvolgevano il perimetro di quel passaggio. Giunsi in una stanza con a sinistra un letto, avvolto di bianco, di luce e di teli di seta leggerissima. Mi spinse la curiosità a scostare quelle tende e a vedere un lenzuolo, che pareva essere d’oro, avvolgere un corpo. Fui attratto dal movimento sinuoso di quel lenzuolo.

Con la grazia e la delicatezza dovuta lo mossi.

Scoprii lei. Barbara, ancora una volta Barbara.

Dormiva tranquilla, abbracciata ad un cuscino. Indossava una vestaglia color crema e i suoi capelli di grano riposavano confusi sul cuscino.

Pensai: Barbara, anima mia, tu che vedi coi miei occhi. Barbara: vortice, vertice, vertigine… Ancora tu…

Fu in quel momento, proprio quando pensai “ancora tu” che sentii il clacson di un Fiat Ducato 35 quintali che mi rimproverava una sosta troppo lunga al semaforo.

Soffro di narcolessia: sono in grado di addormentarmi ovunque, in qualunque condizione… e faccio anche dei sogni, a volte degli incubi. E… Barbara rimane un sogno…

Feb

27

E che cos’è l’amore?

Inserito da iMod il 27 February 2008

Credo ci siano diversi tipi di amore. Quello per una donna, quello per i figli, quello per gli amici. Ho scoperto che molte persone hanno paura di amare, hanno paura di vivere l’amore. Perché in amore devi dare, devi essere altruista. Forse è più facile non amare. Siamo spesso prigionieri del nostro egoismo.

Queste le parole di Cesare Prandelli, trovate qui (grazie a Mitì)…

Dopo aver letto l’intervista a Cesare Prandelli… bon, non si deve aggiungere altro.

Solo: emozione, commozione, stima, amore per Manuela e Cesare…

Jan

24

Dire ti amo attraverso i decenni.

Inserito da iMod il 24 January 2008

Andate a leggere questo post. E poi, dopo aver detto grazie a lui, se volete ditemi grazie per la segnalazione!

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