MIO padre!

Succede che questa sera, come ogni qualvolta la lucidità astemia da Gin o Tequila me lo consenta, apro GoogleReader.

Immancabilmente rilevo 227 posts, o poco più, da leggere. Non vi è tecnica nel mio leggerli: a volte mi affido all’inafferrabilità del tempo (last in, first out), talvolta mi concedo il privilegio di scegliere (last, first, fai il cazzo che vuoi…).
Ma questa sera (io non lo so se ero in fase “passiva” o “attiva”) mi ritrovo la tumblerata di Alessandro: “Mio padre è morto”.

Basito e contrariato: la prima sensazione è stata di disappunto, perché - inconsapevole di quanto sottostava a quel “titolo”, ho provato fastidio.

Poi sono andato a leggere il post di Stefano.

Ed ho appreso ciò che è: il dolore. Il dolore.

Spiazzato, ancora di più… son rimasto minuti a fissare lo schermo, e rileggere il post di . Come se non fosse possibile. Come se: la “morte” fosse un fatto indicibile.

Come se la virtualità di un blog, non ammettesse sentimenti. Veri.

Non è così, fortunatamente.

Il mio abbraccio a , come quello di tantissimi altri, è reale. E quel “Mio è morto” (MIO!) è quanto di più affettuoso ed emozionante abbia mai letto, pensato, scritto, immaginato…

FORZA, !

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Caro San Valentino.

Caro ,

.

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Coerente come Mastella

La coerenza di . Ci riflettevo su questa notte (”un cazzo da fare”, direte voi… “esatto”, risponderò io). Io vorrei, con questo post che parrà ai più controcorrente, difendere l’ex ministro Clemente da Ceppaloni. Viene, da molti, accusato di incoerenza, di aver tradito il patto dell’alleanza di governo. Di aver rinnegato il famoso “programma di governo” in 125 pagine, sottoscritto da tutte le forze che sostenevano il mandato a Prodi.

Bene: tutto falso, accuse infondate.

Clemente , da sempre, sostiene la maggioranza - qualunque essa sia. L’ha fatto prima, lo sta facendo ora e lo farà per sempre.

sostiene la maggioranza. Mica è colpa sua se la maggioranza cambia.

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Ritrovate alleanze

Nulla di che, ma siccome mi capita di rado di ridere (suona bene “di rado di ridere”!), ho pensato che dopo le foto (ritoccate) che ho messo sul tumblr, io qui ci metto solo il “parlato”. Poi se siete curiosi vi andate a vedere le foto. Oppure no. Che poi è lo stesso. (Per la cronaca: le foto “puntano” ad un non meglio specificato account di flickr - che però è il mio.)

Precisazione: trattasi di scambio di battute tra (B) e (C) (rinnovata ed impareggiabile coppia politica, altro che /Dini).

  • (B) Phonkmeister c’ha il pagerank a zero.
  • (C) E noi a perder tempo con le riforme.
  • (B) A la Giustizia.
  • (C) E a sua moglie la grazia.
  • (B) Incarico a Marini.
  • (C) Igor Marini!
  • (B) Cambierai idea?
  • (C) Se non pigi F5, no.
  • (B) Assolto al processo SME.
  • (C) Bella forza (italia)!
  • (B) Benedetto XVI alle politiche sociali.
  • (C) Peccato per Marcinkus, che alle finanze ci stava bene.

[se dopo questo post avete deciso di eliminarmi dal vostro feedreader... bon, vi capisco]

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Riflessioni allo specchio

Ci sono momenti, nella vita di un uomo, in cui ci si deve fermare. E riflettere. Ci si guarda allo e ci si rende conto che il tempo sta inesorabilmente lasciando i segni del suo scorrere. Ci si rende conto che tutto evolve e che l’attesa crescita è in corso: è un fatto ormai. Ci si ritrova cambiati, nel bene o nel male. E tutto diventa ingovernabile: non basta più un semplice colpo di spazzola per sistemare le cose. Ci vuol tempo a modellarsi, a modificarsi appena per rendere tutto più accettabile. A volte non bastano neanche le maniere forti, e gli strumenti di una volta sono diventati effimeri e non bastano più a sistemare le cose. Le alternative, dunque. Accettare, più o meno passivamente, il cambiamento e non curarsi del giudizio altrui (e sovente del proprio); lasciare che tutto scorra e attendere gli eventi, con fiducia. Oppure, come si dice, darci un taglio e affrontare con coraggio la situazione. Magari facendosi aiutare da chi è più capace, che sa come vanno queste cose.

[Questo per dire che ho i capelli un po’ troppo lunghi e che devo decidere se farli crescere oppure tagliarli]

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